3 dicembre 2015

Dentro una villa della collina torinese, i carabinieri della Compagnia di Pinerolo hanno trovato un super-laboratorio della droga. Si tratta del secondo ritrovamento negli  ultimi sei mesi.  Il primo sequestro risale al mese di luglio scorso, quando i militari arrestarono un cinese per coltivazione e detenzione di marijuana. Dopo la segnalazione di un gruppo di cittadini che aveva notato un via vai dalla casa di Wen Wu Shuang, di 23 anni, i militari avevano perquisito la struttura, a Cantalupa  in via Coassoli 118, e avevano sequestrato 831 piante di cannabis.

Nella villa di Torino, i carabinieri hanno sequestrato quasi 2400 piantine di marijuana, alcune alte fino ad un metro e mezzo. Non è stato trovato nessuno all’interno della villa, anche se vi erano segni evidenti della presenza di almeno una persona fino a pochissimo tempo prima. Nel corso delle indagini è stata individuata una ragazza cinese che ha fatto da intermediaria e interprete tra alcune persone cinesi e i proprietari della villa.

La donna, pur mostrandosi all’oscuro delle coltivazioni di droga e della presenza di un organizzazione criminale dietro alle coltivazioni, ha dichiarato che era stata chiamata, in qualità di interprete, per far affittare sia la villa di Cantalupa sia la villa di Torino. Il tutto tramite un sito internet cinese che mette in contatto coloro che cercano e offrono lavoro.

L’interprete ha dichiarato di essere in contatto con i locatori delle ville (forse con nomi fittizi) che gli avevano riferito che desideravano utilizzarle come basi per attività artigianali (confezionamento di vestiti), senza doversi registrare come partita iva e senza dover pagare le tasse. Il  pagamento dei canoni d’affitto avveniva tramite accrediti bancari provenienti  da banche di Hong-Kong, su due conti correnti  della ragazza cinese.

Con questo secondo sequestro, i carabinieri hanno interrotto una catena di produzione della droga che avrebbe potuto immettere sulla piazza torinese migliaia di dosi. Gli investigatori stanno cercando di rintracciare gli affittuari delle due “fortezze della droga” e di salire ai titolari dell’impresa criminale, ricostruendo anche i canali di distribuzione sia dei profitti economici, sia della droga. L’organizzazione potrebbe essere presente su tutto il territorio nazionale ed europeo. I militari, che stanno indagano sul flusso di denaro dalla Cina verso l’Italia, sospettano che vi siano altre ville nella disponibilità del gruppo, trasformate in serre per la produzione di centinaia di migliaia di dosi di droga da immettere nel mercato europeo. Sono in corso verifiche se vi sia una convivenza tra l’organizzazione  e i proprietari degli immobili.

Lino Gandolfo

carabinieri