21 ottobre 2014

Per successione si intende il passaggio dei beni da un soggetto deceduto ai suoi eredi, destinati dal soggetto medesimo ovvero definiti per legge.
Quando parliamo di “costo della successione” facciamo riferimento a due aspetti specifici: la tassa di successione, così come disposta dalla normativa attuale, e il costo, non quantificabile a priori, che si determina per litigiosità e assegnazioni post mortem.
Le aliquote attualmente in vigore nel nostro paese sono comprese fra il 4% per gli eredi in linea retta – in buona sostanza genitori, coniuge, figli – con franchigia pari ad un milione di euro, sino all’8% senza franchigia quando il patrimonio viene lasciato ad un estraneo. Al momento sarebbe allo studio, per la legge di stabilità 2015, un aumento di tali aliquote dall’1% sino ad un massimo del 2%. Ancora poca cosa se pensiamo che i nostri vicini francesi pagano aliquote che vanno dal 5% al 40% con franchigie decisamente più basse, mentre in Germania le aliquote hanno un range compreso tra il 7% ed il 50%.
In un contesto di armonizzazione europea ed alla luce delle dimensioni del nostro debito pubblico, c’è sicuramente da chiedersi fino a quando un trattamento così favorevole nel nostro paese possa reggere.
Ma esistono altri costi, dei quali è più difficile misurare la consistenza, che si accompagnano al momento della successione. In Italia infatti, la maggior parte delle successioni avviene per via legittima, ovvero senza la presenza di un testamento. Ciò determina spesso conflitti anche profondi nelle famiglie, sia perché spesso alcuni “passaggi” sono già stati effettuati prima del decesso, quasi sempre in modo “sotterraneo”; sia perché spesso diventa difficile determinare serenamente quali beni devono andare ai vari eredi. Si arriva pertanto alla nomina di periti o legali, si aprono cause che spesso durano anni e nel frattempo si frantuma l’armonia famigliare.
Provvedendo in tempo al proprio futuro, nello specifico pianificando il passaggio generazionale, si evitano inutili e molto onerose discussioni, oltre a consentire ottimizzazioni economiche e fiscali.
Al momento il nostro legislatore consente ancora l’utilizzo di diversi strumenti giuridici e finanziari per pianificare il passaggio del patrimonio alla generazione successiva. Potrebbe essere utile iniziare a valutare la situazione; se vogliamo essere positivi, non si tratta tanto di pensare al momento in cui saremo “altrove”, quanto piuttosto al futuro delle persone che più amiamo e con le quali stiamo facendo un bel tratto di strada insieme.
Sicuramente per affrontare con serenità e chiarezza questi argomenti è determinante l’assistenza di un consulente di fiducia che conosca la materia, parta dai bisogni e dai desideri della persona per proporre le migliori soluzioni operative, utilizzando tutte le risorse che la normativa attuale ancora ci consente.

Carla Maurino

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