5 luglio 2016
La dislessia è il disturbo dell’apprendimento con la più alta incidenza nella popolazione scolastica. Se ne è parlato durante seminario Cei “Diversi da chi? Come cogliere e valorizzare le diversità nelle nostre classi”, svoltosi presso il Centro internazionale di animazione missionaria. Il 14,6% degli allievi della scuola elementare e il 18,1% degli allievi della scuola media presentano “difficoltà nella lettura di testi relativamente brevi e di contenuto accessibile”, il dato di partenza del confronto tra gli insegnanti di religione. Tra le proposte, una sorta di “decalogo” per rendere più accessibile la lettura dei libri di testo e venire così incontro agli alunni in difficoltà in questo ambito, magari realizzando apposite versioni “modificate” e facilitate da porre accanto all’edizione ufficialmente adottata: “Mantieni corte le frasi; preferisci il semplice al complesso; preferisci le parole familiari, più conosciute; evita le parole inutili; metti l’azione nei verbi; scrivi come parli; usa i termini che il lettore può descrivere: collegati alle esperienze del lettore; fai uso abbondante di varietà; scrivi per esprimere, non per impressionare”. Tra i fattori in grado di influenzare la leggibilità del libro di testo c’è anche l’aspetto grafico, che oltre che con la presenza di immagini, tabelle e disegni e l’organizzazione in capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi (con relativa titolazione) può essere resa più accessibile grazie alla presenza di caratteri “speciali” per segnalare definizioni e lessico.
AGENSIR
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