Domenica 15 febbraio è il termine ultimo per le iscrizioni (da quest’anno esclusivamente in modalità on line) alle scuole statali di ogni ordine e grado per l’anno 2015-2016. Ed è anche il termine ultimo per la scelta di avvalersi o meno dell’IRC (Insegnamento della Religione Cattolica). Infatti, la normativa non consente di modificare tale scelta nel mese di settembre, nè durante il corso dell’anno scolastico. Invece, per gli studenti (a partire dal secondo anno di corso) che non modificano la scelta dell’IRC entro il 15 febbraio, sarà rinnovata in automatico la scelta effettuata l’anno precedente.

Vincenzo Parisi

Riportiamo, di seguito, il testo integrale del Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in vista della scelta di avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica nell’anno scolastico 2015-2016:

Cari studenti e cari genitori,
in occasione dell’iscrizione al prossimo anno scolastico, sarete invitati anche a
scegliere se avvalervi o non avvalervi dell’insegnamento della religione cattolica.
Anche se ormai questa procedura è divenuta abituale, vogliamo invitarvi a
riflettere sull’importanza di questa decisione che consente di mantenere o di escludere
una parte significativa del curricolo di studio.
Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che questa scelta non è una dichiarazione di
appartenenza religiosa, né pretende di condizionare la coscienza di qualcuno, ma
esprime solo la richiesta alla scuola di voler essere istruiti anche sui contenuti della
religione cattolica che costituisce una chiave di lettura fondamentale della realtà in cui
noi tutti oggi viviamo.
Il mondo si sta trasformando sempre più velocemente, i conflitti e le
contrapposizioni diventano sempre più drammatici e anche la società italiana è diventata
sempre più plurale e multiforme, ma la storia da cui veniamo è un dato immodificabile e
le tracce che in essa ha lasciato e continua ad offrire la Chiesa costituiscono un
contributo evidente ed efficace per la crescita della società di tutti.
Papa Francesco, incontrando tantissimi di noi lo scorso 10 maggio 2014, ci ha
ricordato quanto sia importante non solo andare a scuola, ma anche amare la scuola in
tutte le sue ricchezze e potenzialità: «Io amo la scuola perché ci educa al vero, al bene e
al bello. Vanno insieme tutti e tre. L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è
negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino
può corromperla… La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso
del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di
tanti “ingredienti”. Ecco perché ci sono tante discipline! Perché lo sviluppo è frutto di
diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza,
l’affettività, il corpo, eccetera. Per esempio, se studio questa Piazza, Piazza San Pietro,
apprendo cose di architettura, di storia, di religione, anche di astronomia – l’obelisco
richiama il sole, ma pochi sanno che questa piazza è anche una grande meridiana. In
questo modo coltiviamo in noi il vero, il bene e il bello; e impariamo che queste tre
dimensioni non sono mai separate, ma sempre intrecciate».
Proprio a partire da questo stimolo a imparare e coltivare il vero, il bene e il
bello, noi Vescovi delle diocesi italiane vi invitiamo a compiere la scelta di avvalervi
dell’IRC non solo perché consapevoli dell’importanza e del valore educativo di questa
disciplina scolastica, ma anche e soprattutto sulla base di una reale conoscenza dei
contenuti specifici di questa materia su cui siete chiamati a pronunciarvi, riferendovi in
concreto alle Indicazioni didattiche proprie dell’IRC.

 

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