10 novembre 2014

 

Il cibo sempre e comunque. Sulle tavole apparecchiate e in quelle rotonde. Tra fame, appetito e cultura. Negli ultimi anni il tema “cibo” è tornato prepotentemente alla ribalta perché determinante per la salute e la vita dell’uomo; prezioso e redditizio nelle dinamiche economiche e, tuttavia, ancora insufficiente in troppe aree sociali e geografiche.
Il cibo è anche il tema unificante dell’EXPO 2015 (Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita). Nel recente incontro con i movimenti popolari, papa Francesco ha denunciato: «È un crimine che milioni di persone soffrano la fame, mentre la speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti, trattandoli come qualsiasi altra merce».
Cibo, quindi, come risorsa e diritto. Ma quale cibo?
Il 29 ottobre scorso, l’Anapaca ha offerto l’occasione per mettere a fuoco, in modo multidisciplinare, alcuni aspetti della questione.
Nel salone Baralis di Pinerolo si sono confrontati quattro esperti affrontando il tema “cibo” da altrettanti punti di vista. Raffaella Mellano, imprenditrice agricola, ha raccontato l’esperienza dell’agricoltura biodinamica. Questo approccio, senza rinunciare alla produttività, si pone nell’ottica del rispetto della terra. La Mellano, mettendo a confronto due diverse tipologie di letame, ha proposto anche una dimostrazione pratica, che ha trasformato per qualche istante il Baralis in un aula di chimica. A seguire, lo storico Paolo Cozzo ha offerto uno spaccato “dal desco familiare al banchetto del principe” introducendo la questione dell’immagine del cibo inteso come spettacolo e, spesso, come ostentazione di prestigio e di potere.
Arguto e accattivante l’intervento dello psichiatra Paolo Berruti che si è soffermato sulla dimensione psicosociale. «Con il cibo – ha specificato – non solo assumiamo un nutrimento biologico ma entriamo in relazione con il mondo».
Da ultimo il sacerdote torinese don Ermis Segatti ha affrontato la questione del “cibo per l’anima”. «Tu mangi ma produci pensiero – ha detto don Segatti -. E questo ci interroga sul mistero dello spirito dell’uomo. E quindi sulla natura stessa dell’anima». Un tema sconfinato e affascinante che coinvolge la teologia e le neuroscienze. Un tema di cui è stato offerto un assaggio e che ha stimolato nel numeroso pubblico un certo appetito di ulteriori approfondimenti.
Dalle stelle alle padelle, restano emblematiche le parole di Pellegrino Artusi che, più di un secolo fa, constatava: «il mondo ipocrita non vuol dare importanza al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o religiosa, che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio».
Oggi forse il mondo è un po’ meno ipocrita di allora, almeno su questo argomento. Tuttavia i problemi legati al cibo, alla sua qualità e ad una sua equa distribuzione restano ancora molti. Affrontarli con franchezza, competenza e determinazione è già un primo passo.

P.R.

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