27 luglio 2015

È stata demolita il 21 luglio, dopo dopo 5 anni dall’ordinanza di abbattimento, la casa abusiva costruita da una famiglia Rom in via Nino Costa, alle porte di Piossasco.

Un imponente schieramento di vigili e carabinieri ha scortato le ruspe e gli operai che hanno demolito la villetta in legno realizzata su un terreno agricolo.

I proprietari non hanno mai ottemperato all’ordinanza di abbattimento emessa nel 2010 e da due anni l’immobile è stato acquisito nel patrimonio comunale.

Il giorno dell’abbattimento la famiglia occupante, due adulti e 4 bambini, ha opposto forti resistenze prima di sgombrare la casa.

Sia nei giorni precedenti allo sgombero che in quelli successivi, il sindaco, gli assessori e i dipendenti del comune di Piossasco sarebbero inoltre stati destinatari di pesanti ingiurie e minacce, ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Per denunciare la vicenda ed esprimere la propria vicinanza al sindaco Roberta Faraci, il gruppo di maggioranza di Piossasco ha scritto una lettera aperta alla popolazione che riportiamo in seguito.

 

Come riportato da alcuni organi di stampa, nella mattinata di martedì 21 luglio, è stato effettuato il primo atto di demolizione, avente come oggetto un edificio realizzato in legno e muratura, utilizzato come abitazione da una famiglia, insediatasi irregolarmente su un terreno di tipo agricolo lungo la via Nino Costa.

Tale atto è solo il primo di una serie di interventi che dovranno essere analogamente effettuati a conclusione di una lunga fase di procedimenti avviatasi con la contestazione di vari abusi edilizi per arrivare infine, come previsto dalla legge nel caso in cui il responsabile dell’abuso non provveda a ripristinare le condizioni del terreno, a dichiarare tali strutture di proprietà comunale. Il Comune, divenuto proprietario, qualora le strutture non presentino requisiti di sicurezza e adeguatezza per essere mantenuti e riutilizzati a fini pubblici, procede con la loro demolizione.

Nel caso specifico della struttura di via Nino Costa, per procedere all’azione, si è garantito il rispetto delle procedure previste dalla Legge, soprattutto a tutela dei minori presenti, con la verifica che fosse possibile una loro ricollocazione e permanenza presso parenti laddove i genitori non avessero potuto diversamente provvedere.

La scelta di avviare l’azione a partire da questo caso è stata dettata da motivazioni di vario genere: aspetti tecnici, questioni organizzative, ma non ultima, l’esigenza di tutelare la comunità, vista la presenza in questo sito di persone che per anni, in sfregio ad ogni norma e ad ogni indicazione, hanno proseguito nei loro obiettivi, mostrando ripetutamente scarsa inclinazione alla civile convivenza.

In più occasioni passate il Sindaco, gli Assessori e i dipendenti del Comune di Piossasco erano stati destinatari di pesanti ingiurie e minacce, ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria. Gli eventi che hanno segnato la giornata di martedì 21 luglio hanno reso evidente la gravità della situazione che per questa ragione intendiamo denunciare a gran voce, a sostegno e a tutela delle Istituzioni e del Sindaco che le rappresenta. Non possiamo tollerare che il Sindaco o chiunque altro, in virtù del ruolo che è chiamato a ricoprire, rischi, assieme ai propri familiari e ai propri colleghi di lavoro, l’incolumità personale.

Pesanti minacce si sono ripetute anche al momento dello sgombero, al quale, nonostante le precedenti intimidazioni, il Sindaco ha ritenuto opportuno essere presente, a garanzia e sostegno dell’avvio dell’azione, ovviamente rischiosa e complicata anche per i funzionari coinvolti, seppur tutelati dalla notevole presenza delle forze dell’ordine. A queste ultime va tutto il nostro ringraziamento, specie per aver prontamente adottato misure personali di sicurezza a tutela del Sindaco, dotandola di una scorta fino a quando è stato realizzato l’arresto della persona responsabile delle intimidazioni, avendo egli commesso ulteriori gravi reati nella stessa giornata dello sgombero.

La Città di Piossasco intende in ogni modo affermare il rispetto della legalità e la tutela della comunità locale. Una comunità composta in modo indistinto sia da vecchi sia nuovi cittadini che, pur nelle differenze e nelle difficoltà di adeguarsi a contesti e culture diverse dalla propria o in continuo cambiamento, sono capaci di avviare nuove e civili relazioni personali e con le Istituzioni. Una comunità che continuerà, come accaduto sinora, a fare ogni sforzo possibile per sostenere e includere i più deboli ed in particolare i minori, a qualunque cultura appartengano, a condizione che manifestino la sincera volontà, accompagnati nel modo opportuno, di diventarne parte assumendo doveri e diritti.

A questo proposito, teniamo a ribadire che siamo unanimemente concordi nel dissociarci dalle opinioni espresse da coloro che hanno interpretato i fatti accaduti come un atto di ostilità verso la comunità Rom presente sul nostro territorio. Ogni cittadino dovrebbe infatti saper distinguere tra gli atteggiamenti e le responsabilità individuali e la mera identità culturale.

Per tutti questi motivi esprimiamo il totale sostegno al Sindaco e condanniamo ogni forma di violenza espressa nei suoi confronti, subita in virtù di un atto coraggioso, seppur doveroso, in rispetto della legalità dalla quale discende la garanzia dei diritti di ogni cittadino.

Esprimiamo inoltre il pieno sostegno al Sindaco e a tutta l’Amministrazione comunale per ogni azione amministrativa che possa esprimere e favorire nella nostra Città il pieno rispetto della legalità, della convivenza civile, della difesa di ciascun cittadino dai soprusi altrui e dell’accoglienza ed integrazione dei più deboli (in particolare dei minori) nella nostra comunità.

Il presente documento è stato presentato alle forze politiche rappresentate nel Consiglio Comunale di Piossasco ed è stato ad ora sottoscritto dai seguenti gruppi politici: Partito Democratico, Insieme con Roberta e Sinistra Indipendente.
Roberta Faraci sindaco Piossasco

Il sindaco di Piossasco Roberta Faraci