11 maggio 2015 

«Il ritrovamento di due neonati, una bambina nel napoletano vicino a un cassonetto, per fortuna ancora viva, ed uno in provincia di La Spezia, morto dopo essere stato abbandonato in uno scantinato, ripropone l’urgenza di promuovere nel nostro Paese il parto in anonimato e l’uso delle culle per la vita», afferma Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita.

«Il Movimento per la vita, che ha già scritto in tal senso al ministro per la Salute in occasione di altri recenti casi, si farà carico di una proposta di legge finalizzata alla istituzione e valorizzazione delle culle per la vita nei pressi di tutti gli ospedali più importanti».

«Nel dibattito in corso in Parlamento sul diritto a conoscere la propria identità biologica, occorre inoltre che il diritto del bambino sia sempre anteposto ad altre considerazioni, distinguendo il caso dell’adottato o del nato da eterologa, in cui potrà prevalere il diritto alla conoscenza della identità biologica, da quello del bambino a rischio di aborto o infanticidio» conclude Gigli «per il quale deve prevalere il diritto alla vita».

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