1 luglio 2016

Il Piemonte, da sempre una delle regioni italiane con la maggiore vocazione in questo ambito, rilancia con una proposta mirata alla ricerca e alla destinazione di fondi per lo sviluppo della medicina dei Trapianti.
Ieri nel corso della riunione della quarta commissione presieduta dal consigliere Domenico Ravetti, insieme al direttore del Centro regionale Trapianti, il professor Antonio Amoroso, sono stati illustrati i motivi per i quali è utile costituire una Fondazione per la Donazione di Organi e Trapianti.
La creazione di una Fondazione, in grado di raccogliere fondi da persone e da imprese e di differenziare e moltiplicare le fonti di finanziamento, può essere di fondamentale aiuto. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica torinese e piemontese sul valore sociale della donazione e sull’importanza sanitaria del trapianti.
Sono coinvolti nel progetto, oltre alla Regione Piemonte (la Giunta ha varato la delibera nelle scorse settimane), la Città della Salute e della Scienza, l’Università di Torino, il Comune di Torino ed il Politecnico. Dal punto di vista formale, la Fondazione sarà un soggetto di diritto privato rientrante, però, tra gli organismi di diritto pubblico.
Come evidenziato nel corso dell’audizione in Commissione, la riduzione dei finanziamenti regionali e nazionali ha avuto ripercussioni sulle attività del sistema trapianti. Uno scenario che rischia di compromettere la stabilità del sistema trapianti, portando ad un progressivo smantellamento di un sistema di eccellenza che è ora in grado di coordinare e gestire processi complessi all’interno del quale sono coinvolte tutte le Aziende sanitarie regionali.
Il 2015 è stato un anno difficile per il sistema dei trapianti piemontese. L’area sanitaria era da tempo in sofferenza e la difficoltà si è palesata nella riduzione del numero dei donatori segnalati dalle rianimazioni e dei trapianti effettuati.
La Direzione dell’Assessorato regionale alla Sanità ha inserito l’incremento delle donazioni di organi tra gli obiettivi per i direttori generali delle Aziende sanitarie: risultati positivi si sono già visti negli ultimi mesi dell’anno 2015 e nel primo trimestre 2016.
Nei mesi scorsi è stata lanciata la campagna “Una scelta in Comune” per allargare la platea di possibili donatori, in collaborazione con Anci e Federsanità.

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