È una scelta che abbiamo fatto fin da subito: pubblicare gratuitamente le inserzioni con le domande di lavoro che giungono al nostro giornale. Ci sembra giusto, infatti, non richiedere alcuna tariffa a chi, già senza occupazione, cerca di inserirsi o rimettersi in gioco nel mondo del lavoro. E non passa giorno che qualcuno non telefoni in redazione, magari in lacrime, per dettare un’inserzione che poi pubblichiamo sia sulle pagine del giornale che su questo sito.
Di contro si assiste, anche nel nostro territorio, al desolante spettacolo di professionisti (o presunti tali) con stipendi irraggiungibili dai comuni mortali, che assommano cariche su cariche e lavori su lavori (con relativi compensi). Direttori che sono anche amministratori delegati; amministratori delegati che sono anche presidenti, pensionati non certamente indigenti che continuano ad occupare posti di lavoro sottraendoli ai giovani. Lo scandalo si aggrava quando questi personaggi “pigliatutto” che fingono di non accorgersi che fuori dal loro mondo dorato c’è un mondo in ginocchio, si dichiarano cristiani. Un amico, qualche giorno fa, ha scritto sul suo profilo di facebook: «Non capirò mai la maggior parte delle persone praticanti» che in chiesa sono sempre (o quasi) presenti ma che poi fuori «diventano vere carogne e non ti danno una mano neanche a pregare…». Nemmeno noi le capiamo!

La redazione