Don Antonio Rizzolo racconta la nuova scommessa delle edizioni San Paolo

Don Antonio Rizzolo

Don Antonio Rizzolo, direttore di “Credere”

Il numero uno è andato esaurito. Nella prima settimana più di cento sottoscrizioni di abbonamento al giorno. Così ha esordito “Credere”, la nuova rivista settimanale edita da San Paolo. Direttore del periodico è il don Antonio Rizzolo, vicepresidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc); direttore della Gazzetta d’Alba e co-direttore di “Famiglia Cristiana”.

Come si colloca “Credere” tra le altre pubblicazioni della San Paolo e, in modo particolare, nei confronti di “Famiglia Cristiana” e di “Jesus”?

“Famiglia Cristiana” è, per sua vocazione, una rivista molto generalista che tratta svariati argomenti di attualità, mentre “Jesus” è più intellettuale, dedicata a lettori impegnati sul fronte della ricerca e dello studio teologico. “Credere” si distingue da queste pubblicazioni perché ha la fede come tema unico ed esplicito. Inoltre si rivolge ad un pubblico molto popolare, ai cristiani che frequentano e a quelli che sentono un po’ di nostalgia di Dio e che vogliono riavvicinarsi al vissuto religioso. Su queste tematiche, infatti, anche persone molte acculturate sono all’ABC e sentono l’esigenza di ri-cominciare. Poi, come esplicita il sottotitolo della rivista – la gioia della fede – vogliamo raccontare questa dimensione della vita in modo positivo.

Aprire un nuovo giornale in un momento di crisi non è un azzardo?

Sì, lo è. Ma ci sono alcuni motivi forti che ci hanno spinto a farlo. In primo luogo perché c’è un pubblico interessato. È vero, poi, che l’editoria è in crisi ma dipende anche da quello che viene offerto. In questo caso c’è un pubblico cui non era mai stata rivolta una pubblicazione nazionale specifica, scritta in maniera semplice e comprensibile. Teniamo presente, inoltre, che don Giacomo Alberione (il fondatore delle edizioni paoline, n.d.r.) aveva lanciato “Famiglia Cristiana” nel 1931, due anni dopo il crollo di Wall Street. Certo i tempi e i contesti sono diversi ma la sfida è la stessa. Se pensiamo solo alle difficoltà rischiamo di non fare più nulla.

Quali sono state le reazione dopo le prime uscite?

La risposta è stata superiore alle attese. È andata esaurita la tiratura di 300.000 copie distribuite in edicola e nelle parrocchie. Il numero uno non si trova più! Certo, il prezzo di lancio ad 1 euro e il libro del papa in omaggio hanno facilitato la diffusione. Adesso occorre vedere come si assesterà con il prezzo intero (un euro e cinquanta centesimi) e il ritmo settimanale impegnativo per noi e per il lettore.
All’indomani della prima uscita del 14 aprile abbiamo avuto segnali più che positivi. Molti ci hanno ringraziato: «finalmente si parla di fede, in modo chiaro e semplice!». E positive sono state le reazioni di molti parroci che ci hanno chiesto un maggior numero di copie. Anche gli abbonamenti, pur senza aver fatto una campagna specifica, stanno andando bene.

P.R.