3 marzo 2015

Ha destato scalpore mediatico un commento a un articolo apparso nel sito “Sentieri Antichi Valdesi” a firma di tale “Eugenio”. I toni del commento appaiono piuttosto coloriti: «Questo sito è una vergogna. Ringraziate che siete in una chiesa democratica e liberale, foste in altri contesti sareste scomunicati, querelati e sbattuti fuori con un sonoro calcio nelle terga».

Così si legge a commento della notizia postato il 4 febbraio scorso. L’augurio è rivolto a gestori e frequentatori di un sito che si profila come “alternativo” alla linea teologica e politica del Sinodo delle chiese valdesi.

Il pezzo titolava “Un tempio sfregiato due volte” e riferiva del tempio valdese di Piazza Cavour a Roma imbrattato per protesta contro una grande bandiera arcobaleno posta all’esterno del tempio stesso. La bandiera arcobaleno è simbolo dell’attivismo Gay ed è noto che da alcuni anni il Sinodo Valdese ha aperto alla possibilità della benedizione delle coppie gay. Non tutti sono d’accordo e il “No Froci” scritto a bomboletta sul muro lo dimostra. Non solo: l’articolo individuava un secondo sfregio nella bandiera stessa. Sfregio contro le Scritture che condannano l’omosessualità.

Lucio Malan

Lucio Malan

Tra gli otto commenti del post c’è anche quello di Eugenio. Chi sia quell’Eugenio, resta un mistero anche se gli indizi vanno in quella direzione. Lo afferma il senatore Lucio Malan, valdese di Luserna San Giovanni, tra i promotori del Sito: «Il commento di Eugenio all’articolo “un tempio sfregiato due volte” è molto forte. Sebbene raramente troviamo fake informatici, siamo andati a rintracciare, tramite la gestione del sito, l’indirizzo mail dello scrivente. Risultato: eugenio.scalfari@repubblica.it. Allora abbiamo inviato un messaggio all’indirizzo dal quale però non abbiamo mai ricevuto risposta».

Quest’evento ha comunque acceso i riflettori su una realtà presente anche nella Chiesa valdese: un movimento di dissenso nei confronti delle posizioni istituzionali. Il Sito che sembra avere un grande successo di visualizzazioni, almeno 300 al giorno afferma il senatore Malan: «è nato a seguito di un evento specifico della chiesa valdese di Trapani. Il pastore di quella comunità, nel giugno 2010, per la prima volta benedice liturgicamente l’unione di una coppia formata da due donne. Naturalmente i giornali hanno riportato la notizia come l’avvenuto “matrimonio” di una coppia gay».

Quello che ha turbato gli animi è stato che il pastore, intervistato per l’occasione, non ha mai smentito. E una benedizione (su cui noi valdesi andiamo cauti liturgicamente) è stata fatta passare come Matrimonio. Il problema non è sull’accoglienza delle persone omosessuali. Ci sono e ci sono sempre state nelle nostre chiese. A volte nascoste, a volte conosciute. Ma la Scrittura è chiara al riguardo».

Resta da chiedersi che cosa abbia di speciale questo sito. «Sentieri Antichi Valdesi ora fa parte del portale più ampio: www.valdesi.eu – spiega ancora Malan –. Questo sito è l’espressione di un movimento ecclesiale valdese che è stato ufficialmente “deplorato” dagli ultimi sinodi. Non succedeva neanche nei tempi di persecuzione che una minoranza di pensiero venisse deplorata».

Nel sito si leggono le motivazioni di questo movimento valdese che il senatore non esita a definire “conservatore”. Si tratta di «movimento ecclesiale valdese riformato che si prefigge di far conoscere, difendere e promuovere i principi informatori dell’antico movimento valdese e della Riforma protestante classica, fondati sul presupposto che la Bibbia è integralmente Parola di Dio e regola della nostra fede e della nostra condotta. Questi principi sono testimoniati dalla Confessione valdese di fede del 1655 che, insieme alle altre confessioni di fede della Riforma detta calvinista, crediamo esprimere fedelmente l’insegnamento dell’antico e del Nuovo Testamento. I firmatari della S.A.V. vogliono, in questo modo, unire le loro forze in un tempo in cui, con dolore e preoccupazione, vedono molte chiese che a tali principi dicono di rifarsi, allontanarsene di fatto sempre più sotto l’influenza corruttrice di mode ed ideologie filosofiche, sociali, politiche e culturali che vengono abbracciate con scarso o erroneo discernimento in nome di un preteso progresso».

Si tratta dunque di una questione teologica prima ancora che sociale o politica. «Non è una questione politica – puntualizza Malan –. Sicuramente il mio nome tra i firmatari emerge in quanto sono forse il più conosciuto per via della mia attività politica, ma tutto questo esula dall’impegno politico. È legato alle Scritture».

Il pastore di Luserna Giuseppe Ficara

Il pastore di Luserna Giuseppe Ficara

Lucio Malan, come anche altri promotori di questo movimento, appartiene alla Chiesa valdese di Luserna San Giovanni il cui Pastore dal 2013 è Giuseppe Ficara. Quest’ultimo, interpellato sulla questione, ha commentato: «Questi siti sono espressione di una spiritualità di alcuni fratelli e sorelle che non si sono riconosciuti nelle posizioni di apertura alle nuove impostazioni teologiche degli ultimi Sinodi. Sono siti non ufficiali che rappresentano non una intera comunità ma sono voce di alcuni membri della chiesa locale. Il sito ufficiale della chiesa valdese, a parte quelli delle comunità locali, è www.chiesavaldese.org».

M. G. insegnante ed esperto di storia valdese, afferma senza mezzi termini: «il sito è inattendibile. L’integralismo non è solo dell’ISIS. C’è anche quello cristiano ora in versione cattolica ora in versione protestante. Questo è un gruppo che si rifà a gruppi di evangelizzazione degli anni 70 che prendono i testi Biblici quasi alla lettera».

«Per noi, queste minoranze sono però uno stimolo alla discussione, se costruttiva. E nessuno è fuori dalla Chiesa per le sue posizioni», conclude il pastore Ficara.

La lingua batte dove il dente duole: il riconoscimento liturgico delle coppie omosessuali. La questione spacca le comunità. Ecumenicamente. Basti pensare alla Chiesa di Inghilterra. Centinaia di sacerdoti, alcuni vescovi, migliaia di fedeli anglicani sono tornati in seno alla Chiesa cattolica in seguito all’apertura al sacerdozio femminile, ai sacerdoti dichiaratamente gay e alla benedizione di matrimoni omosessuali nel 2010.

Nel cattolicesimo si dibatte la questione pur avendo un magistero univoco che dà una direzione chiara. E ora anche tra i fratelli valdesi la questione sembra rimanere aperta. Scomuniche permettendo.

Ives Coassolo
Il tempio valdese di Pinerolo

Il tempio valdese di Pinerolo