23 luglio 2015

La presidente regionale dell’ A.Ge.S.C. (Associazione genitori   scuola cattolica) Giulia Bertero non ci sta. Pare infatti  che la giunta regionale continui a mostrarsi totalmente indifferente riguardo la tutela del principio di libertà di scelta educativa di famiglie e studenti prevista dalla Costituzione italiana.

Il fatto appare ancor più singolare se consideriamo che   lo stesso Sistema nazionale di istruzione è costituito da   istituzioni statali e paritarie, dunque pubbliche.

Sollevando la questione con una nota del “Movimento   scuola libera”, la presidente A.Ge.S.C., chiedendo alla Regione   il rispetto degli impegni presi, ha fatto notare, appunto, come: «la scuola paritaria piemontese prende atto   purtroppo della totale mancanza di risposte e del buon esito delle proposte che fin dal settembre 2014 la giunta  regionale aveva posto in programma al fine di ottemperare a quanto stabilito dalla L.R. 28/2007 che tutela il principio della libertà di scelta educativa delle famiglie e degli studenti», arrivando alla conclusione, così stando le cose, che probabilmente «la giunta regionale desidera una scuola paritaria riservata alle famiglie abbienti oppure vuol contribuire alla loro graduale chiusura».

La cosa più allarmante per le famiglie è che «a tutt’ oggi,   esse aspettano ancora l’erogazione degli assegni di studio   2012-13 per i quali era stata data assicurazione di saldo   entro il 31 marzo 2015, più volte procrastinata…   Di fatto – continua Giulia Bertero – ancora nulla!».

Il risultato è che le famiglie degli studenti iscritti a tali   scuole paritarie risultano penalizzate nonostante appartengano alla fascia medio-bassa di reddito (cioè al di sotto dei 26.000 euro di indicatore ISEE).

A tal proposito bisogna ricordare che da anni associazioni e federazioni come Ciofs/Scuola (Centro italiano opere   femminili salesiane scuole), Disal (Dirigenti scuole autonome   libere), Diesse (Didattica e innovazione scolastica),  gli Uffici scuola Diocesi Piemonte – solo per dirne qualcuna   – si impegnano a diffondere l’idea di una scuola non   discriminante, una scuola (soprattutto quella cattolica)   che sia popolare e conseguentemente aperta a tutti, a  prescindere dall’ estrazione sociale.  Alla luce dei fatti, almeno attualmente, tale impresa sembra  alquanto ardua da concretizzare.

C. P.

A.Ge.S.C.