2 febbraio 2015

Scuola: il 15 febbraio termine ultimo per le iscrizioni (anche all’ora di Religione)

L’ora di IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) è una bella opportunità per i giovani oggi, forse ancora di più di quanto non fosse in passato. Innanzitutto una premessa che, per quanto scontata, è meglio fare: IRC non è un catechismo, non è un momento di preghiera o quant’altro, piuttosto è un’ora in cui i ragazzi, accompagnati dal docente, possono discutere, criticare, tentare di guardare con un’altra prospettiva il mondo che abitano. In questi dieci anni di esperienza di insegnamento al liceo, posso notare quanto sia importante per i giovani quest’ora. Spesso chi non si avvale lo fa perché parte da quel pregiudizio prima accennato. Quante volte i ragazzi non avvalentisi sentono raccontare come viene svolta la lezione, e l’anno successivo decidono di iscriversi! Ovviamente il confronto non vuol dire semplicemente esprimere il proprio parere, ma partendo dal pensiero personale, dal vissuto quotidiano, dai fatti di cronaca, tentare di lavorare sul pensiero, facendo vedere come il Cristianesimo interpreta quella realtà. Obiettivo della lezione non è far cambiare idea al ragazzo, ma aiutarlo a vedere e a gestire la complessità del reale. Alla sua coscienza ed alla sua maturità rimane il compito di elaborare il tutto per il proprio bene. Purtroppo, la cronaca ci mette a confronto con realtà che conosciamo poco, pur vivendoci dentro, come la cultura islamica. Noi abbiamo paura di ciò che non conosciamo. Non possiamo vivere lucidamente questo tempo, interpretare bene le cose che accadono se non conosciamo l’Islam, il rapporto con l’Ebraismo e il Cristianesimo. L’islamofobia si combatte innanzitutto sul piano culturale, poi politico. Questo vale anche sulle questioni bioetiche, oggi sempre di più manipolate dalle ideologie e dall’oligarchia tecnologica. Oggi i ragazzi, con i social network, hanno accesso ad un numero elevatissimo di informazioni, sollecitazioni, ma spesso non riescono a gestire il tutto. Compito dell’educatore è aiutarli a trovare un senso a tutto ciò che lo circonda. L’umanesimo cristiano ha come obiettivo quello di dare una forma unitaria ed equilibrata a tutti gli aspetti della vita. Ovviamente in tutto questo ci sono riferimenti espliciti al Vangelo, ai documenti del Magistero, agli interventi del Papa, così come a passi del Corano, ai Vangeli apocrifi, a testi di filosofi e bioeticisti laici. Dunque non si partecipa all’IRC se si è credenti o no, ma se ci si vuol dare una formazione davvero completa, che sappia prendere in considerazione anche la dimensione spirituale dell’uomo, in dialogo con tutti quegli aspetti della vita che ogni giorno incontriamo.

Walter Gambarotto

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