Gli sbarchi continuano, seppur con minor frequenza rispetto ad un tempo. Eppure la polemica non si placa, anzi raddoppia. Non è un caso, del resto, che proprio la vicenda della immigrazione, la sua regolamentazione e il suo governo sono stati al centro della recente contesa elettorale. E restano un tema centrale tutt’oggi. E questo per un motivo molto semplice. Ossia, il capitolo della immigrazione si è progressivamente intrecciato con quello della sicurezza dei cittadini al punto che i due aspetti ormai non si possono più scindere. E su questo versante si concentra il dibattito e il confronto politico.

Ora, è del tutto evidente che il capitolo, delicato e complesso, della immigrazione si intreccia strettamente anche con quello della accoglienza e dell’integrazione. Nessuno, almeno a parole, rinnega la necessità di garantire e perseguire la strada dell’accoglienza dei migranti. A prescindere che arrivino con i barconi o con altri mezzi improvvisati e del tutto estemporanei. Il problema cruciale resta quello della garanzia della legalità e del rigoroso rispetto delle leggi. Sia quelle nazionali sia i regolamenti europei. Ed è proprio questo il tema che divide profondamente le forze politiche italiane, le forze sociali e la stessa cultura. Ma sopratutto divide i cittadini italiani. E non solo perché questo è un tema che è al centro della discussione anche a livello europeo e che è stato decisivo per cambiare gli equilibri nel vecchio continente. Soprattutto in vista delle ormai prossime elezioni europee dove il tema della immigrazione, almeno stando alle valutazioni dei vari sondaggisti, sarà al centro della profonda divisione politica tra i cosiddetti “sovranisti” da un lato e i sostenitori, senza se e senza ma, degli “europeisti” dall’altro.

È del tutto evidente, quindi, che l’immigrazione è entrata di prepotenza nel dibattito politico nazionale ed europeo. Lo spiega il fatto che la gestione e la soluzione di uno sbarco di migranti – il caso della Diciotti resterà emblematico – è destinato a dominare il confronto politico per intere settimane. Non era mai accaduto nel passato con questa ruvidezza ma d’ora in poi, piaccia o non piaccia, questo tema sarà in cima all’agenda del dibattito pubblico nel nostro paese.

Ecco perché, d’ora in poi, l’immigrazione non potrà più essere affrontato in modo saltuario ed improvvisato. Occorre avere la consapevolezza che anche la comunità ecclesiale, nelle sue multiformi espressioni, dovrà affrontare questa tematica di petto, senza timidezze e senza pregiudizi. Perché l’immigrazione è ormai al centro del dibattito politico, culturale, sociale e anche religioso del nostro tempo.

Stefania Parisi