9 dicembre 2014

La Riforma Fornero, con la riduzione della durata della mobilità dal 2014 al 2015 (per chi ha più di 50 anni si passerà dagli attuali 36 mesi di mobilità a 24 mesi), ha determinato un’accelerazione dei licenziamenti collettivi in questo dicembre 2014. Il primo, e obbligatorio, passaggio che devono fare i lavoratori licenziati è al Centro per l’Impiego, quello immediatamente successivo è la domanda di mobilità attraverso un Patronato. Spesso la preoccupazione dei lavoratori, oltre al dramma del licenziamento, è fare la domanda nei tempi stretti che rimangono di qui a fine anno. Una risposta “d’urto” arriva dal Patronato INAS della CISL.

«In queste settimane – dichiarano Cristina Maccari e Vittorio Di Vito della FIM e FILCA CISL di Pinerolo– il nostro Patronato sta inoltrando le domande di mobilità per decine di persone che si trovano a vivere la chiusura o la riduzione del personale nella loro azienda. La chiusura di Indesit, le riduzioni di personale in PMT e Tekfor, i licenziamenti del Gruppo Trombini, rappresentano solo la punta dell’iceberg. Sono moltissime le Aziende che hanno aperto procedure di licenziamento collettivo in questo mese. Ogni giorno i cittadini trovano un sostegno dal Patronato e nel solo mese di dicembre saranno centinaia le persone, già prenotate, che si recheranno al Patronato a fare la domanda di mobilità».
Paradossalmente sono di questi giorni le notizie che riguardano la possibile chiusura di molti patronati perché la Legge di Stabilità ha ridotto di circa il 35% le risorse destinate al finanziamento dei Patronati. Si dovrà licenziare anche nei patronati. Le pratiche di mobilità (dopo il licenziamento) fatte dal Patronato INAS sono gratuite per i cittadini e non vengono nemmeno riconosciuti i rimborsi, ma vengono comunque svolte perché i cittadini, in momenti drammatici come la perdita del lavoro, devono avere l’opportunità di rivolgersi ad una persona “in carne ed ossa” anziché fare la domanda on line (col timore di sbagliare) oppure tramite un call center. Quello dei Patronati deve continuare ad essere un servizio sociale efficace e dignitoso.

«In questi anni di grave crisi- aggiungono Maccari e Di Vito- il fatto che non ci siano stati gravi problemi di “tenuta sociale” è in parte da attribuirsi anche alla presenza capillare sul territorio di strutture come i Patronati che danno risposte, aiuto e certezza ai cittadini. Forse dal prossimo anno non sarà più così».

INAS