14 giugno 2016

 Nel giorno in cui si ricorda la nascita Karl Landsteiner, l’immunologo che scoprì i gruppi sanguigni, isolò per primo il virus della poliomielite e vinse un Nobel nel 1930, ricorre la giornata del donatore.

«La donazione del sangue, come gesto di solidarietà verso i cittadini bisognosi di terapia trasfusionale e di assistenza sanitaria, in adempimento al diritto universale alla salute, deve necessariamente diventare uno strumento per perseguire logiche di promozione di solidarietà, di rispetto, di generosità senza vantaggi né logiche di interessi». Ecco il messaggio dell’editoriale del nuovo numero di NOI IN FIDAS, a firma del Presidente nazionale Aldo Ozino Caligaris  per celebrare la Giornata Mondiale del donatore. «

I ripetuti e sconcertanti episodi di violenza – prosegue Ozino Caligaris -, il continuo sacrificio di vite umane partite alla ricerca di dignità e di equità sociale e disperse nelle acque del Mediterraneo, le stragi gratuite permesse dalla libera circolazione di armi, gli scontri sui campi di calcio dove la sana competizione e la passione per lo sport lasciano spazio alle più animalesche espressioni di barbarie e di inciviltà manifestano in molti ambiti il volto più cinico e violento dell’uomo sull’uomo. Ad ognuno, donatore di sangue o meno, il dovere di diffondere il valore della solidarietà, dell’equità, del rispetto dell’altro, del debole, del diverso per contrastare e, possibilmente sconfiggere, la cultura strisciante dell’individualismo, dell’intolleranza, della violenza e della morte. Ogni dono, veramente gratuito e disinteressato, ha la capacità di strappare un sorriso anche dal volto più sofferente e umiliato. Il dono del sangue sia quel sorriso, che lenisce e sostiene, per tutti coloro che provano dolore, paura della malattia e della morte».

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