29 agosto 2015

Si è concluso ieri a Torre Pellice il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Un Sinodo particolarmente “intenso e produttivo”, lo ha definito, Eugenio Bernardini, riconfermato per il quarto anno consecutivo moderatore della Tavola valdese, in cui ampio spazio è stato dato al tema dell’accoglienza ai profughi.
 
Nel suo messaggio conclusivo, dopo il saluto di monsignor Bruno Forte, presidente dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, Bernardini è tornato sul tema dei rapporti con la chiesa cattolica: «un nuovo cammino è possibile, persino su questioni teologiche antiche e divisive, ricercando soluzioni fin qui non esplorate e troppo poco esplorate. Perché sarebbe possibile fare oggi quello che non è stato possibile fare ieri? Perché – ha concluso Bernardini – oggi ci anima una più intensa e rispettosa fraternità nutrita da decenni di confronto comune sulla Scrittura e da una pratica di preghiera e di servizio – nonostante i periodi di stanchezza che ci sono stati – che ci ha permesso di conoscerci per ciò che oggi siamo realmente e non per l’immagine che ci siamo fatti gli uni degli altri. Né vogliamo nascondere che il bagno di umiltà cui ci costringe la postmodernità è salutare nel contrastare orgogli confessionali o denominazionali che non hanno alcuna base evangelica».
Il moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini

Il moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini