28 aprile 2015

«Penso di aver fatto un record. Ho iniziato la salita da primo e l’ho finita ultimo!». Scherza volentieri Jacopo Mosca, ciclista osaschese Under-23, di rientro dalla corsa in azzurro al Giro dell’Appennino.

Può sembrare uno scherzo, ma imboccare lo storico Passo della Bocchetta in testa in una gara tra i professionisti vuol dire qualcosa.

Mosca ci è arrivato dopo una lunga fuga di 140 km, partita al chilometro 23 insieme a un gruppetto composto da Simone Andreetta (Bardiani-CSF), Marco Frapporti (Androni-Sidermec), Angel Madrazo (Caja Rural-RGA), Giorgio Cecchinel (Southeast), Alexander Rybakov (RusVelo), Giovanni Pedretti (Unieuro), Dmitry Sokolov (Lokosphinx) e Stefan Praxmarer (Tirol Cycling Team).

Durante la fuga, per Mosca anche un terzo posto al primo Gran Premio della Montagna di giornata. «Gli ordini – dice – erano di entrare nella prima fuga, e così ho fatto. Poi ho dato tutto quello che avevo e ci sono rimasto il più possibile. Ho fatto una bella gara, posso dirmi soddisfatto».

«Correre con i professionisti – continua – è emozionante, e lo è ancora di più farlo con la maglia della nazionale addosso. Sto facendo delle esperienze importanti ma non voglio fermarmi».

«Adesso – conclude – sono concentrato sulle corse tra gli Under con la Viris. Ci sono ancora diverse gare a disposizione, e voglio fare bene». E, magari, fare in modo che le corse con i professionisti diventino una bella abitudine.

Jacopo-Mosca-al-giro-dell'Appennino