L’Italia, con due referendum, ha detto di no al nucleare.

26 aprile 1986. Chi se lo ricorda quel giorno? In una fin ad allora sconosciuta località dell’Ucraina, Černobyl’, si verificò il più grave “incidente” nucleare della storia. Disastro di cui ancora oggi centinaia di vittime innocenti pagano le conseguenze. I rapporti ufficiali (quindi da leggersi per difetto), redatti da agenzie dell’ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA…), contarono 65 morti accertati e altri 4.000 decessi dovuti a tumori e leucemie lungo un arco di 80 anni che non sarà possibile associare direttamente al disastro. Attualmente sono ancora  molte le persone (soprattutto bambini e  ragazzi)  di quell’area che soffrono di gravi disturbi e malformazioni. Alcuni di loro, nel periodo estivo, hanno il “privilegio” di trascorrere un mese in aree non contaminate. Un gruppo di ragazzi della Bielorussia viene ospitato anche a Pinerolo, grazie all’impegno dell’Associazione Bucaneve. In Italia un referendum – ripetuto ben due volte! – ha detto di no al nucleare. Per una volta abbiamo dato il buon esempio al mondo. E, almeno di questo possiamo andare fieri.

Per il resto del mondo, però, la domanda resta aperta: è giusto ed eticamente accettatile sacrificare al progresso tecnologico un tale numero di vite umane. Non è anche questa una sorta di “sperimentazione” su cavie umane?

Patrizio Righero

Un gruppo di ragazzi bielorussi ospiti a Pinerolo

Un gruppo di ragazzi bielorussi ospiti a Pinerolo