19 marzo 2015

Sabato 14 marzo, nel tardo pomeriggio, un pastore maremmano e un border collie sono rimasti vittima di polpette avvelenate a Mompantero, in Val Susa. Il pronto intervento dei padroni che hanno capito subito cosa stava succedendo ha salvato la vita ai due cani ma Life WolfAlps, ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie esprime preoccupazione per l’accaduto.

«Il danno ambientale causato dalle esche avvelenate è enorme: il veleno provoca infatti la morte a catena di moltissimi animali selvatici come lupi, volpi, faine, tassi, rapaci notturni e diurni, uccisi direttamente dal veleno o dal consumo della carcassa avvelenata di un animale precedentemente intossicato».

«Senza contare un rischio poco noto, ma gravissimo: la disseminazione sul terreno di sostanze velenose inquina il suolo e le acque con il rischio che i principi tossici entrino nella catena alimentare tramite assorbimento e vengano ingeriti dalle persone con conseguenze neurologiche devastanti».

«Avvelenare è un atto vigliacco perché chi dissemina bocconi avvelenati pensa di colpire “solo” chi gli dà fastidio (il lupo, il cane del vicino che abbaia troppo, i gatti randagi che sporcano), ma in realtà commette un gesto di odio verso tutti e tutto: animali, persone, ambiente. Colpisce crudelmente i padroni degli animali domestici che si imbattono nelle esche, senza curarsi del dolore che provocherà loro la perdita di un cane o di un gatto. È una questione morale prima ancora che legale». 

 

 

FOTO DI DANTE ALPE E CINZIA FORNERO DA ARCHIVIO AREE PROTETTE ALPI COZIE (1)