Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua.  I dati diffusi dalle Nazioni Unite, in preparazione del World Water Day 2018, ci dicono che 2,1 miliardi di persone vivono senza acqua potabile nella propria abitazione e che, poiché si stima che entro il 2050 la popolazione del mondo crescerà di altri 2 miliardi di persone, la domanda globale di acqua potrebbe salire del 30%. Ma dove sono i consumi maggiori di acqua? L’agricoltura conta il 70% dei consumi globali di acqua, soprattutto per l’irrigazione; l’industria prende il 20% del totale, dominato da energia e manifattura; il restante 10% va all’uso domestico, di cui la porzione usata per bere è meno dell’1%.

I dati sottolineano anche i problemi nella qualità dell’acqua: l’80% delle acque di scarico fluiscono nell’ambiente senza essere trattate e 2,3 miliardi di persone non dispongono ancora di impianti igienici di base, con il risultato che ogni anno muoiono di diarrea 361 mila bambini di meno di 5 anni e le pietose condizioni dei centri sanitari e l’acqua contaminata favoriscono anche la trasmissione di malattie come il colera, la dissenteria, l’epatite e il tifo.

L’appello di Ezio Elia, presidente di LVIA (Associazione Internazionale Volontari Laici) alle istituzioni e società civile è di non fermarsi. «Tra il 2000 e il 2015 è stata dimezzata la percentuale delle persone senza accesso a fonti di acqua potabile “migliorate”, ossia reti idriche e pozzi in cui la qualità dell’acqua è soggetta a controllo. Significa che l’impegno della comunità internazionale ha dato i suoi frutti. Ma la situazione resta critica poiché ad oggi ancora 1,8 miliardi di persone bevono acqua contaminata: bisogna continuare ad impegnarsi, anche adottando nuove strategie soprattutto di fronte a situazioni di cambiamento climatico e da cui le comunità devono imparare a tutelarsi per evitare effetti catastrofici sulle popolazioni, come le carestie e crisi alimentari».

LVIA può testimoniare che quando arriva l’acqua, la vita si trasforma: migliora la vita delle famiglie, soprattutto delle donne, migliorano l’economia, la salute e l’alimentazione, diminuiscono i conflitti. Dalla nascita della Campagna “Acqua è Vita”, che l’associazione ha lanciato nel 2003 per mobilitare l’opinione pubblica intorno al tema del diritto all’Acqua, si stima che attraverso gli interventi promossi da LVIA si sia garantito il diritto all’acqua e ai servizi a 1 milione e 500mila persone in Africa Subsahariana.

Nel Meru in Kenya, ad esempio, LVIA ha operato per 30 anni contribuendo a costruire 3 mila cisterne per la raccolta dell’acqua ed a realizzare 600 Km di acquedotto, che hanno portato acqua a 522.400 persone su 1,7 milioni di abitanti nelle case, nelle scuole e nei centri sanitari. La famiglia Nyaga è tra le tante che oggi possono avere l’acqua aprendo il rubinetto di casa: «Prima facevo un’ora di cammino, fino al fiume, oltre quella collina», racconta la signora Niyaga. Ci andava lei, con la tanica da 20 litri, e le figlie con quelle più piccole da 10. Nel tempo “liberato”, ora coltiva l’orto e fa provvista di fieno per le mucche. «Solo con la frutta mi sono ripagato la spesa dell’allacciamento all’acquedotto – spiega il marito, John Nyaga -. E i bambini sono più puliti». Anche il livello di istruzione è migliorato nell’area del Meru, con l’arrivo dell’acqua nelle scuole. Lea Tompure, vicepreside della scuola primaria di Muramba, racconta: «La scuola è frequentata da 350 bambini. Prima, i bambini qua non avevano acqua da bere e questo era causa di impedimento, molti non venivano con frequenza a lezione. Adesso abbiamo acqua a sufficienza anche per pulire le classi e i bagni. La situazione è migliorata moltissimo, abbiamo aumentato il numero di iscritti, la frequenza è più regolare e anche il rendimento scolastico».

La situazione idrica nel mondo è resa più difficile dal cambiamento climatico. Le piogge diminuiscono e in contesti già fragili, queste situazioni possono causare delle crisi umanitarie e alimentari. È il caso, ad esempio, dell’Afar nel nord Etiopia, che nel 2012 è stata toccato dalla più grave siccità degli ultimi 30 anni. Le piogge sono mancate per due stagioni consecutive e hanno messo a rischio la vita di 10 milioni di persone in tutto il Paese, con la regione Afar tra le aree più colpite. Paradossalmente, anche se hanno la più piccola impronta ecologica del globo, la fragile esistenza dei pastori nel Corno d’Africa è probabilmente la più minacciata dal cambiamento climatico. LVIA opera in Afar dall’inizio della crisi: «Insieme alle autorità e comunità locali ci siamo occupati di realizzare infrastrutture idriche e igienico-sanitarie come le latrine. La scelta condivisa è stata di privilegiare la costruzione di pozzi alimentati da sistemi semplici, facilmente gestibili e riparabili in caso di guasti, con tecnologie a basso impatto ambientale e di rafforzare attività economiche come la pastorizia, già praticate ed alla base dell’economia locale. Si tratta di azioni puntuali ma essenziali per risollevare persone così fortemente provate dalla mancanza di acqua».

Sempre fondamentale, nell’ottica della sostenibilità degli interventi, è garantire che la gestione delle opere idriche realizzate sia presa in carico localmente. In Tanzania, nei distretti di Kongwa e di Chamwino e nella Regione di Iringa, LVIA sta sperimentando nuove modalità. Insieme alla VETA, la Vocational Educational and Training Authority, è stata avviata la Scuola dell’Acqua, selezionando diverse persone dai villaggi in cui si svolgono attività idriche. Parallelamente, sono state avviate le formazioni per le COWSO – organizzazioni di comunità per la gestione dell’acqua, e si sta sviluppando, con una start-up di Dar Es Salaam, StickLab, una tecnologia ICT per il monitoraggio e la raccolta dati. La tecnologia è basata su un’applicazione che permetta di monitorare il funzionamento dei “Water Point” da remoto, dopo aver organizzato le informazioni in un database. L’applicazione sarà così utilizzabile dai manager delle COWSO e dalle istituzioni locali per il monitoraggio delle risorse.

Per sostenere le le attività di LVIA è possibile visitare il sito www.lvia-regalosolidale.com o fare un bonifico (intestato a LVIA) al seguente Iban: IT98U0501801000000011064284

Il 7 e 8 aprile l’associazione volontari laici sarà inoltre nelle piazze di Cuneo, Torino e di molte altre località delle due province per distribuire, a fronte di una donazione di 5 euro, piantine aromatiche e primaverili.