08 settembre 2014 

Settembre tempo di scuola. E di università. Ginetto Menarello è il coordinatore di Laurea di scienze infermieristiche della sede del San Luigi di Orbassano. Tra i vari incarichi che ricopre è anche docente di Infermieristica generale. Con la riforma dell’Università del 1999, la scuola infermieri è diventata un corso di Laurea che forma più di 20 professioni sanitarie: infermieristica, ostetricia, fisioterapia… La formula è quella del triennio più biennio magistrale, oltre il dottorato di ricerca. La figura del laureato “breve” in scienze infermieristiche, rispetto le altre facoltà, ha trovato subito la sua identità: già i corsi precedenti erano triennali. Al laureato specialistico a livello clinico sono invece riservate responsabilità di coordinamento o dirigenza. In Piemonte esistono tre Università di Scienze Infermieristiche: Torino, l’Avogadro di Novara per il Piemonte orientale e la Cattolica. Con quattordici sedi (una volta erano 54!). I corsi durano tre anni con metà di corsi teorici e l’altra metà tirocini in diversi contesti di cura. In ogni corso ci sono da 3 a 4 insegnamenti di varia natura. Anche le materie umanistiche hanno un ruolo importante che potrebbero essere ulteriormente potenziate. «L’attività dei nostri studenti- spiega Menarello – è molto intensa: 10 mesi all’anno, per 5 giorni a settimana con 8 ore di lezione al giorno. Con questi ritmi si rischia di sacrificare la qualità dei corsi. Sarebbe opportuno arrivare a un corso di quattro anni per spalmare le ore a vantaggio dell’approfondimento. Il tempo sarebbe quello giusto: con la saturazione del mercato, anche se per un anno non si hanno laureati, non sarebbe problematico come in molti altri paesi». Il corpo docenti è misto: non solo universitari ma anche quelli del Servizio Sanitario Nazionale.

Chi sono i futuri infermieri?

Per accede ai corsi è necessario superare una selezione a settembre, una prova unica per tutte le facoltà. Quest’anno si è registrato un calo di iscrizioni forse dovuto alla poca richiesta lavorativa.

Una piccolissima parte dei laureti trova lavoro nel pubblico, alcuni nel privato (case di cura o di riposo) e altri nel mondo, talvolta poco trasparente, di alcune cooperative o società private. Tanti partono per l’estero. Molti sono richiesti in Europa, Gran Bretagna e Germania specialmente. Ultimamente le richieste arrivano anche dall’Australia.

Gli studenti stranieri sono circa il 10% con provenienze abbastanza omogenee: Ucraina, Romania, Perù, Marocco. A differenza degli anni passati sono in Italia da tempo, conoscono la lingua e la cultura. La prevalenza è femminile. Tra gli italiani, un tempo, i ragazzi erano pochissimi. Dal 2000 il loro numero è aumentato fino a stabilizzarsi sul 25% degli iscritti.

Tre ambiti della medicina

I futuri infermieri vengono addestrati per operare nell’ambito della medicina che attualmente viene divisa in tre macro categorie. La prima è quella tradizionale di “attesa”: il paziente in difficoltà si rivolge al Servizio Sanitario che lo “attende”. La seconda è la “medicina di iniziativa”: il servizio sanitario prende l’iniziativa di esaminare a campione una determinata fetta di popolazione, non obbligata ad aderire, per degli screening o colloqui. Si pone in essere al fine di prevenire alcune patologie correggendo atteggiamenti a rischio. Infine la “medicina di difesa”. In parole povere, spiega Menarello «ti sottopongo a parecchie esami e analisi in modo da difendermi da ogni accusa di trascuratezza».

La popolazione sta rispondendo bene, anzi con entusiasmo, alla “medicina di iniziativa”. Una studentessa, per la propria tesi, si è recata in un centro per anziani nella zona di Volvera – Piossasco. Il primo giorno gli intervistati hanno risposto alle domande. Il secondo hanno portato i loro esami clinici e il terzo si sono presentati con parenti e vicini di casa forniti delle proprie cartelle cliniche. E non mancano gli episodi curiosi. «Un signore avanti con gli anni – racconta Menarello – pensava che avere 190 su 110 di pressione non fosse grave: usava la vecchia formula 100+ l’età!».

Cristina Menghini

 

ginetto menarello

   

Scienze infermieristiche a Pinerolo?

Nei mesi scorsi si è fatto un gran parlare – alcuni giornali lo davano per certo! – dell’apertura di uno Corso di Laurea Triennale in Infermieristica a Pinerolo nei locali dell’ex Sumi.      Per il sindaco Eugenio Buttiero la scuola infermieri dovrebbe essere attivata a partire dal prossimo anno: «stiamo attendendo che il QUEA (Consorzio per la Formazione    Universitaria in Economia Aziendale) sottoscriva un patto di intesa. L’altro problema sono i costi…».

Chi è il Coordinatore di Laurea?

La figura del coordinatore di Laurea nasce per far fronte all’organizzazione dei tirocini degli studenti (400-420 circa). Sono tirocini che si svolgono in diversi sedi e che devono coprire tutti i tipi di servizi. Oggi il coordinatore si occupa tutto: parte pratica, teorica, rapporti con docenti, gestione segreteria. Il coordinatore viene nominato ogni tre anni e può essere rinnovato anche a vita.