I requisiti: avere almeno 18 anni e la disponibilità a vivere un’esperienza di servizio Samuele quando va in vacanza non può vedere il mare. Ha 6 anni, è non vedente dalla nascita e affetto da una grave malattia. Mamma Roberta e papà Andrea, insieme a Samuele e alla piccola Greta, in vacanza ci vanno nonostante tutte le difficoltà, anzi! Hanno conosciuto nelle loro peregrinazioni la fondazione Paideia, ente torinese che si propone come obiettivo fondamentale quello di “proporre occasioni ed opportunità di incontro che permettano ai bambini e alle loro famiglie di ricreare momenti di benessere e relazioni che, a causa di situazione di disagio o malattia, risultano essere sempre più rare”.
La formula è originale: le famiglie vengono inviate in vacanza in un villaggio turistico e spesate di tutto. La fondazione affianca alla famiglia uno o più volontari, anch’essi a carico della fondazione, che durante le due settimane staranno accanto al figlio che ha più difficoltà. I volontari vivono con la famiglia e in particolare con i figli più svantaggiati durante il giorno, ma la notte e durante i pasti hanno una loro sistemazione a parte. Questo permette alle famiglie di incontrarsi, condividere le difficoltà e le soddisfazioni e, grazie all’aiuto dei volontari, anche prendersi quel riposo che permette di allargare e approfondire le relazioni. Ogni famiglia ha accesso a questo servizio per uno o due anni al massimo. Ma nulla vieta che, pur avendo la fondazione alle spalle, le famiglie possano, ormai avviate, organizzarsi per contro proprio. Per questo motivo Roberta ha contattato la redazione di Vita che volentieri fa da eco al suo appello: ricercare volontari per riprodurre a livello pinerolese l’esperienza che hanno vissuto.
Le settimane previste saranno la seconda, terza, quarta di luglio e la prima di agosto. I requisiti per fare i volontari: avere almeno 18 anni e la volontà di mettere a disposizione del tempo per stare con bambini disabili. La fondazione Paideia si occuperà della formazione. C’è anche bisogno di chi stia in cucina per i pasti.
Chi si sente pronto per condividere questa avventura può contattare direttamente la redazione di Vita Diocesana Pinerolese o Roberta Chiabrando (347.77.68.196).
Ives Coassolo