Il Gruppo Abele rifeltte sulle “Rel-azioni violente” AGD – «L’11% dell’emissione giornalistica è dedicato alla cronaca nera. Undici ore al giorno della programmazione televisiva tratta storie di violenza. La violenza fa spettacolo. Tutta questa marea di storie e violenza spaventa, produce paura, induce un bisogno ossessivo di sicurezza». Sono le parole con cui il criminologo Duccio Scatolero ha aperto mercoledì la tre giorni dedicata alle “Rel-azioni violente” organizzata dal Gruppo Abele alla Certosa di Avigliana. «La violenza fa male – ha proseguito Scatolero -. A tutti. Di più a chi la subisce, ma anche a chi vi si trova contatto. E’ un istinto aggressivo che nasce da un istinto impulsivo. Con il tempo la definizione si è estesa, la violenza è diventato non un gesto di risposta all’impulso, ma il far male ad un altro a prescindere dall’istinto, dalla volontà, dalla consapevolezza. Il far del male al corpo o alla psiche di qualcuno è come violare una cosa inviolabile, vuol dire de-umanizzare l’altro e sé stessi. Vuol dire privarsi di qualcosa di grosso. Chi viene trascinato in questo mondo non trova più nulla di quello che conosceva. Trova vergogna. cerca di lavarsi per far andare via questa sensazione che gli è entrata dentro. Fare violenza è perdersi l’anima e rubare l’anima dell’altro». Spesso è la Tv a proporre immagini violente, anche in orari protetti