Ieri come oggi proseguono le persecuzioni e le stragi a causa della fede professata È il 18 Gennaio 2012. Finalmente il fischio del capostazione. Il primo dei quattro treni dell’edizione 2012 del Treno della Memoria può partire e lasciare la il binario 8 di Porta Nuova. Per tanti giovani una sensazioni di curiosità mista a voglia di interrogarsi, per i diversi educatori coinvolti , certamente, la soddisfazione di vedere partire un progetto che anche quest’anno, dopo mille difficoltà economiche in seguito ai tagli regionali, vedrà partire circa 3000 giovani di diverse regioni italiane, tra cui numerosi anche dal pinerolese.
Destinazione la Polonia, una terra che è diventata negli anni il simbolo delle più feroci atrocità commesse dai nazisti. «Nei giorni in cui iniziano ad andarsene i testimoni che hanno vissuto sulla propria pelle il campo e le umiliazioni, i dolori e le sofferenze di quel periodo storico – ricordano alcuni educatori alla partenza del treno – i prossimi testimoni sono i giovani cui è data un’opportunità incredibile, quella di cominciare a scrivere la storia, essendo essi stessi testimoni della visita ai luoghi del massacro e della deportazione».
I primi passi del progetto sono iniziati nel 2004, anno in cui l’Associazione torinese Terra del Fuoco organizzò la manifestazione Piemonte Fabbrica di Cultura, ovvero una settimana di scambi di tipo culturale delle “culture underground” piemontesi a Cracovia, in Polonia. Alcuni dei soci decisero di visitare il Museo Internazionale dell’Olocausto di Auschwitz – Birkenau e realizzarono da questa esperienza un cambiamento sostanziale nel modo di fare memoria, maturando la convinzione che a tutti i giovani dovesse esser data l’opportunità, almeno una volta nella vita, di essere testimoni diretti di quell’orrore. Da qui nacque il Treno della Memoria.
Il primo Treno della Memoria è partito nel gennaio del 2005 con a bordo 650 ragazzi piemontesi e 50 leccesi, guidati dai giovanissimi educatori di Terra del Fuoco. Da allora con il Treno oltre 10.000 giovani provenienti da tutta Italia hanno potuto partecipare al viaggio e il progetto si è arricchito di momenti di riflessione guidata e di strumenti come il cinema ed il teatro, fino a diventare un percorso educativo che accompagna i ragazzi per tutto l’anno scolastico: si comincia infatti con quattro incontri di formazione antecedenti alla partenza, utili a dare ai giovani che saliranno sul treno la dimensione del progetto e fornire loro l’inquadramento storico delle vicende del ventennio 1925-1945, dei regimi totalitari e della II guerra mondiale. Dopo il viaggio i ragazzi però incontreranno ancora gli stessi educatori con cui hanno condiviso formazione e viaggio, per capire come trasformare la memoria storica in impegno quotidiano ed attuale.
I due momenti centrali del viaggio sono senza dubbio la visita guidata al ghetto ebraico di Cracovia e quella agli ex campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz–Birkenau. Qui c’è il vero fulcro del viaggio con quello che molti giovani negli anni hanno definito “pugno allo stomaco”, ovvero quel momento in cui si realizza davvero la riflessione su quanto male sia stato progettato dall’uomo stesso.
Le giornate a Cracovia sono arricchite da attività diurne in cui si riflette su ciò che oggi viene definita “zona grigia” ovvero sulla parte di responsabilità di chi, pur potendo, non ha fatto nulla per impedire i crimini di quei terribili anni. Ci sono poi le attività serali di intrattenimento artistico-culturale, come il teatro, grazie al quale, quest’anno, è stata proposta l’opera “L’istruttoria” del drammaturgo tedesco Peter Weiss, con la quale si invita a non dimenticare i crimini nazisti, ed il cinema, con la proiezione del film “The wave” ovvero “L’onda” del regista Dennis Gansel, tratto da una storia vera, un film pedagogico sull’ombra del totalitarismo nella società contemporanea.

Alberto Steri Un momento forte di condivisione e conoscenza al campo di Birkenau