Il presidente della Regione Piemonte, Cota: “Considerati cittadini di serie B” «Con la soppressione del Tribunale di Pinerolo, il Ministro Severino ha confermato di non tener conto di ciò che il Parlamento, attraverso i pareri di Camera e Senato, ha discusso e votato nei giorni scorsi. E, oltretutto, ha manifestato profondo disinteresse ed indifferenza nei confronti di ciò che hanno detto durante le varie audizioni gli organismi che sono stati consultati». Così Giorgio Merlo, parlamentare Pd, ha amaramente commentato il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri con il quale viene sancita definitivamente la soppressione del Tribunale di Pinerolo, accorpato a quello di Torino. In Piemonte sono stati soppressi anche i Tribunali di Acqui Terme, Casale Monferrato e Tortona accorpati ad di Alessandria, quello di Alba accorpato ad Asti, e quelli di Mondovì e Saluzzo accorpati a Cuneo. Il ministro della giustizia Severino ha affermato di aver letto con grande attenzione i pareri del CSM, prevalentemente incentrato su aspetti organizzativi, e delle commissioni parlamentari, analizzando tutti i profili emersi e di aver registrato posizioni tra di loro diversificate. Il “salvataggio” di alcuni tribunali del Sud (Caltagirone e Sciacca in Sicilia; Castrovillari cui sarà accorpato il tribunale di Rossano, Lamezia Terme e Paola in Calabria; Cassino cui sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta nel Lazio) è stato dettato dalla volontà di mantenere un forte presidio giudiziario nei territori caratterizzati da una significativa presenza della criminalità organizzata. Dura la reazione del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota: «Nessun tribunale salvato al Nord. Per il Governo siamo cittadini di serie B. Alcuni tribunali piemontesi non erano da sopprimere». L'ingresso dell'ormai ex - Tribunale di Pinerolo