Torino 18 dicembre2013

Approvare nel più breve tempo possibile la Proposta di Legge 288 “Nuove disposizioni in materia di agriturismo e attività connesse all’agricoltura”. È l’esortazione che Turismo Verde, associazione di rappresentanza delle aziende agrituristiche, e la Confederazione Italiana Agricoltori del Piemonte, hanno voluto trasmettere al Consiglio regionale del Piemonte portando ieri mattina a Palazzo Lascaris le firme di 700 imprenditori agricoli piemontesi, preoccupati per lo stallo di cui è vittima un provvedimento molto atteso dagli operatori del settore.

Una delegazione delle due organizzazioni, composta dal Presidente regionale di Turismo Verde Pierangelo Cena, dal Direttore regionale della Cia Marzia Serasso e dal Presidente provinciale della Cia di Torino Roberto Barbero è stata ricevuta dal Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Comba, alla presenza dell’Assessore regionale Gianluca Vignale.

Il testo di legge, attualmente ancora all’esame della III Commissione alla quale era stato affidato nell’Agosto 2012, è il frutto di un approfondito confronto con le rappresentanze del mondo agricolo ed è nato con l’obiettivo di aggiornare le normative che disciplinano a livello regionale il settore dell’agriturismo e di offrire la prima regolamentazione ad attività come la vendita diretta, le fattorie didattiche e l’agricoltura sociale, che costituiscono fonti d’integrazione al reddito sempre più importanti per un numero crescente di imprese.

«Attendiamo con grande impazienza l’approvazione di questa legge – spiega il Presidente regionale di Turismo Verde Pierangelo Cena – perché si tratta della prima iniziativa per aggiornare una normativa piemontese ormai vetusta, che risale al 1995, e offrire una cornice legislativa adeguata anche allo sviluppo di tutte le attività connesse al lavoro agricolo. Il nuovo testo recepisce i mutamenti avvenuti nella conduzione degli agriturismi e semplifica gli adempimenti burocratici, cancellando il limite giornaliero dei coperti e innalzando il numero di ospiti consentiti alle imprese agricole quotidianamente. Inoltre, introduce un obbligo alla somministrazione di un minimo dell’85% di prodotti “Made in Piemonte” con una quota non inferiore al 25% di produzione propria, tutelando quindi chi sceglie di diventare imprenditore agrituristico responsabilmente come continuazione del proprio lavoro di agricoltore».

«Anche in Piemonte si è ormai affermata una vera e propria cultura dell’ospitalità rurale – aggiunge Marzia Serasso, Direttore della Cia piemontese – che si fonda su attività anche molto distanti dal tradizionale lavoro agricolo come la promozione e la commercializzazione di prodotti tipici, le attività ricettive e di ristorazione, la fornitura di beni e servizi direttamente in azienda. Si tratta di azioni che aggiungono valore alla nostra agricoltura e alle sue produzioni, per questo auspichiamo che il Consiglio regionale provveda con urgenza all’approvazione della nuova legge per non correre il rischio di sprecare il grande lavoro fatto in questa legislatura».

Il Presidente provinciale della Cia di Torino Roberto Barbero consegna le firme  al Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Comba

Il Presidente provinciale della Cia di Torino Roberto Barbero consegna le firme
al Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Comba